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product design / ux research / ai workflow

Profilo BonusX: un redesign scalabile che ha portato il completamento al 95%

Ho preso in mano un friction point cronico del profilo utente e, insieme a prodotto, Welfare & Tax e sviluppo, l’ho trasformato in un sistema che scala da solo.

contesto

BonusX aiuta le persone in Italia a capire a quali bonus e agevolazioni hanno diritto. Il profilo utente (dati personali, nucleo familiare, situazione economica) è il cuore del prodotto: ogni richiesta di bonus si basa su queste informazioni.

Il profilo precedente evidenziava un importante friction point che causava drop rate: gli utenti dovevano spesso completare intere sezioni di questionario anche solo per modificare un singolo dato. I dati del nucleo familiare, in particolare, erano spezzati in due questionari separati e diversi tra loro.

Nei miei primi 3 mesi in BonusX una domanda mi era già chiara: “cosa succederebbe se il profilo chiedesse solo quello che serve, quando serve?” Da lì è partito il mio lavoro: entrare nel dominio e progettare una soluzione da consegnare in 2 quarter, a fasi.

legacy profile vs new profile

risultato

  • Nuovo tasso di completamento dell’onboarding: 95%
  • Conversione alle iscrizioni passata dal ~5% al ~10%
  • Tempo di richiesta ridotto fino al 50% per i servizi principali
  • Le nuove categorie/entità arrivate nei trimestri successivi si sono inserite nei pattern esistenti senza refactor di UI o codice: la scelta di progettare per la scalabilità si è rivelata corretta

il mio ruolo

Ownership del design end-to-end sulla nuova architettura del profilo: discovery, flussi dinamici, family data, validazione e handoff. Con una scelta che ho messo al centro fin dall’inizio: progettare per scalare. La roadmap prevedeva nuove categorie ed entità nei trimestri successivi, quindi ogni schermata doveva poter “accogliere” funzionalità non ancora definite.

collaborazione cross-team

Un progetto di questa portata non si porta avanti da soli, e tenere allineati i team è stato parte del lavoro. Ho guidato discovery e validazione con il supporto della Product Lead, che gestiva l’architettura complessiva e la roadmap di rilascio a fasi. Con il team Welfare & Tax, che ha definito contenuti e logiche di eleggibilità delle domande, ho validato gli user flow. Con il team di sviluppo ho gestito l’handoff, perché i pattern scalabili venissero implementati come li avevo progettati.

processo

  • Ho condotto interviste e usability test per capire dove gli utenti si bloccavano nei questionari esistenti, in particolare sul flusso nucleo familiare
  • Ho progettato i flussi dinamici: invece di sezioni fisse, il sistema chiede solo i campi richiesti dalla singola richiesta (fast-forward ai dati mancanti, editing puntuale senza dover ripetere l’intero questionario)
  • Per il nucleo familiare, ho unificato i due questionari in un unico flusso: prima si stabilisce chi fa parte del nucleo, poi si aggiungono i dettagli di ciascun membro, con editing diretto sulla lista
  • Ho prototipato le varianti di flusso con Cursor + Claude: prototipi testabili al posto dei mockup statici, e più ipotesi verificate nello stesso tempo in cui prima ne avrei testata una sola
  • Ho progettato i componenti pensando alla loro estensibilità: liste di “entità” (familiari, attività, beni) costruite come pattern riutilizzabile, non hardcoded per i campi attuali
mobile experience: flussi dinamici e liste di entità editabili

la decisione chiave

Progettare per ciò che non c’è ancora

Il rollout del nuovo profilo sarebbe avvenuto a fasi, e sapevamo che nei trimestri successivi sarebbero arrivate nuove categorie di dati. Ho scelto di dare priorità a un layout scalabile fin da subito, invece di disegnare solo per i campi di allora. Quando le nuove categorie sono arrivate, si sono inserite nei pattern esistenti senza refactor di UI o codice.

approfondimento

il sistema di flussi/entità scalabile dietro al redesign: family member, activity e personal data

riflessione

In un sistema live e ad alto traffico, progettare per la scalabilità non è un costo aggiuntivo: è l’unico modo per evitare che ogni nuova feature diventi un piccolo redesign.

Vibecodare i prototipi di test mi ha permesso di esplorare più varianti di flusso nello stesso tempo in cui prima ne avrei testata una sola. Oggi quel modo di lavorare è diventato sistema: ho costruito una mia skill per Claude sul design system di BonusX, sul tone of voice e sulle mie direttive strategiche e di UX. Parto da lì per progettare in contesto, su Figma e in Artifact, aprire presto la conversazione cross-team, raccogliere feedback e rilasciare prima.

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